Ho fatto una pubblicità con l’A.I.

Hai presente quel loop infinito? Sei online, cerchi di imparare qualcosa di nuovo e finisci in un imbuto di gente che ti promette la luna, ti vende un corso, ma alla fine non ti dice mai come si fa.

Anni fa ho aperto il mio blog proprio per questo. Per rompere il loop. Non mi servono follower, non mi serve monetizzare la tua attenzione; mi serve condividere il processo. Imparo, faccio, sbaglio, te lo racconto.

Oggi parliamo di video e AI.

Negli ultimi mesi, il mio Instagram è bombardato quasi esclusivamente da ads di “aggregatori magici” e tecnologie che, per un pugno di crediti (seriamente, sembra di stare in Mandalorian), promettono risultati hollywoodiani. Tutto bello, ma da dove si parte? Come si passa da un’idea a un vlog di 11 minuti di un viaggiatore nel tempo o a una clip iper-realistica?

Non lo so ancora sinceramente. Ma so che ci posso / ci possiamo arrivare insieme. Come è stato per i social, per gli NFT o il Metaverso, l’unico modo è “sporcarsi le mani”. In questo articolo ti mostro il mio processo di costruzione, dall’inizio alla fine.

P.S. Io sono un dilettante con questa tecnologia, quindi… qualsiasi consiglio o commento è ben accetto!

 


Trovere l’ispirazione

Premessa, sono sempre stato un appassionato di pubblicità, fin da che ne ho ricordi. È anche da qui che nasce l’amore per un brand e la comunicazione.

Qualche mese fa, stavo facendo doomscrolling su YouTube in un momento di pausa fino a quando sono finito in un canale americano di un ragazzo che aveva una playlist di spot video di 15-30 secondi generati 100% con A.I.

E così mi sono detto… generare 30 secondi non è impossibile se hai un briciolo di pensiero critico e una minima base di produzione video. Da lì l’idea di mettermi alla prova (ho scelto Chanteclair ma una nota precisa: non collaboro con loro e non sono pagato da loro, questo è solo un esercizio di stile).

 

Ecco come ho fatto.


STEP 1: trovare la storia (dal punto A al punto B)

Senza storia non c’è tecnologia che tenga. Io lavoro così: immagino l’inizio e la fine. Quello che succede in mezzo è un percorso che può deviare, ma la destinazione è chiara.

Per questo primo esperimento, ho deciso di “clonare” la struttura di uno spot che mi aveva colpito, cercando di rifarlo uguale, quindi pochi studi e analisi. Perché? Semplice: volevo testare la tecnica senza perdermi troppo nel concept creativo e, soprattutto, per non bruciare crediti inutilmente.

Gli ingredienti del mio laboratorio:

  • ChatGPT & Gemini: Per la struttura e i frame.
  • Nano Banana & Flow: Per la generazione visiva e il movimento.

     

Nota tecnica: Oggi tutti parlano di Claude ma a febbraio il mio arsenale era questo. Usate quello che avete, il metodo non cambia.


STEP 2: addestrare l’A.I. (senza perdersi via)

Appena ho iniziato, ChatGPT ha provato a farmi il pippone filosofico sulla brand identity e i massimi sistemi. No. In questo processo, tu sei il regista, l’AI è la tua maestranza. Se ti lasci influenzare troppo, il risultato sarà un minestrone generico e confuso.

Il trucco di Midjourney (che non uso più): Se chiedi troppi ritocchi, l’immagine degenera. Bisogna essere chirurgici.

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STEP 3: analizzare contesto, tono e definire obiettivi

Prima di generare un solo pixel, istruisco l’AI così: “Non scrivere nulla. Conferma quello che ti chiedo, riassumi il mio brief e fammi domande se qualcosa non è chiaro”.

Solo quando siamo allineati, passiamo all’azione. Per lo spot Chanteclair ho chiesto:

  1. Analisi dei codici: Logo e palette colori aziendali.
  2. Logica di regia: Abbiamo stabilito i movimenti di camera. Niente roba caotica. Volevo push-in lenti sull’asse Z (avvicinamenti costanti), dolly laterali minimi per dare tridimensionalità e un easing morbido.

Consiglio: Se non mastichi il linguaggio cinematografico, non temere. Inventalo o chiedi all’AI di spiegartelo.


STEP 4: disegnare la storia

Ora si passa al disegno. Sono partito dalle singole scene, cercando l’effetto bokeh (sfondo sfocato) e la giusta luminosità.

Il problema del “personaggio che perde i pezzi”: È la sfida più grande. Al primo tentativo, il mio personaggio aveva gli occhi completamente neri.

In questa immagine vediamo la prima realizzazione del personaggio con gli occhi completamente neri.
In questa seconda immagine ho lavorato di prompting, chiedendo a Chat Gpt di fixare il problema agli occhi ma mantenere tutto il resto.

Dopo aver costruito tutte le singole immagini, cercando di avere sempre la stessa coerenza visiva, le ho messe tutte insieme in ordine cronologico. Giusto per avere un’idea di come sarebbe stato il risultato finale.

 

STEP 5: animare le immagini

Una volta approvato lo storyboard, bisogna far muovere tutto. Ho usato ChatGPT per generare i prompt di animazione e poi li ho passati su Gemini per una sorta di “validazione” qualitativa.

Infine, ho dato tutto in pasto a Google Veo e Flow. Vedere il prodotto che viene prelevato dallo scaffale con una fluidità quasi naturale è stato il momento “wow” del processo.


STEP 6: montaggio (umano)

Qui la tecnologia si ferma (o quasi). Non ho usato software AI per il montaggio: ho preso le mie clip e le ho portate su Final Cut Pro.

Perché? Perché volevo seguire in prima persona il taglio sul beat e il ritmo… e perché mi stavo divertendo. In più, non so se esiste già un sistema di montaggio automatico con A.I.


Conclusioni: si può fare!

Il senso di questo post è uno solo: non farti spaventare. Per ottenere un risultato solido non serve un master o diecimila euro di attrezzatura. Serve curiosità, un po’ di pazienza per gestire i “rework” e la voglia di provare strumenti nuovi (come Higgsfield, che sembra essere il nuovo standard).

E no… non so cosa succederà ai creativi di tutto il mondo, sicuramente le cose cambieranno, ma non è detto che cambieranno in negativo, anzi. Lo scopriremo insieme!

La mia esplorazione continua. Se hai idee su cosa dovremmo provare a “generare” la prossima volta, scrivimelo nei commenti. Procediamo insieme.

Ci vediamo, Luigi

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AH! E per la musica? Ho fatto realizzare una cover da Suno.ai… ma questa è un’altra storia!

Pubblicato da luigizanni

Mi chiamo Luigi Zanni. Blogger + freelance + dilettante professionista nel mondo del digital.